5.3.07

Permesso? Sono la globalizzazione... ; )

Ci sono cose che ti colpiscono alle spalle a tradimento, e ti fanno capire in un lampo concetti che eri SICURO di aver perfettamente assimilato...

e invece no.

L'altro giorno, in domestiche faccende affaccendato, venivo colto di sorpresa dallo squillo del telefono... ('azz, 'sto post sta cominciando ad assomigliare ad un verbale dei carabinieri...meglio rimettersi in riga...).
Vado a rispondere, e dal lungo respiro preso prima di parlare intuisco l'orrenda verità: un'altra promozione telefonica di qualche operatore più o meno semisconosciuto...
A parte il fastidio della cosa in se', ho deciso di ascoltare la tiritera per due motivi principali...
1) Ero in serata buona, non avevo niente di particolarmente urgente da fare e quando posso evito di stroncare chi lavora in condizioni del genere (minimo rispetto per i gestori dei call center, la versione telematica dei palloni cuciti dai bambini...)
2) C'era qualcosa in quella voce che mi suonava strano...

Pochi secondi di ascolto ed ho realizzato che ciò che mi aveva spiazzato era semplicemente l'ACCENTO dell'operatore; pensavo di essere destinato a sentirlo poco al di fuori dei film di Bolliwood...
Ed in quel momento ho realizzato la "fisicità" dell'ultimo trend in fatto di "call center" per "customer care" (Dio, come odio i tecnicismi anglofoni inutili utilizzati solo per dare una facciata di professionalità...): lo spostamento in India (India un po' come paradigma dei paesi dell'Estremo Oriente sedi di questi centri, un po' perchè è davvero la "prima scelta" in questi casi).

Ed è strano come anche in questo caso, come in altri di cosiddette "rivoluzioni" epocaliglobali (che sembrano tanto la Frittura Globale Totale di Felice Caccamo...), la vera coscienza arrivi quando il cambiamento irrompe nel quotidiano, nonostante sia stato sbandierato da tempo in tutti i modi possibili...

In un mondo spesso definito (forse a ragione, sicuramente in parte...) come "virtuale", questo bisogno di "fisicità" mi pare un buon segno...molto più genuino e vecchio stile, molto più in linea con le "tradizioni" di tanti atteggiamenti che vorrebbero richiamare i "bei tempi andati" solo per tornaconti facilmente intuibili.

Stay tuned...

8.2.07

Riceviamo E Volentieri Pubblichiamo...

Se sei sulla 30ina ....ti scenderà qualche lacrima dagli occhi.

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una
generazione,quella di noi, quelli che vedono la casa acquistata allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 60 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,non
abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto
e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno
mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e
nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i
pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto
sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti
piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie,abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come
Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza
Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,ecc.); abbiamo
gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di
chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca
Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano
male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come
resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi
giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di
mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie
di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine
vanno insieme.La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci
viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno
è la favorita...
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a
prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era
bestiale.
Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella
che raramente aveva glispallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi ,al limite uno era
grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo
l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che
bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!

Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.

3.2.07

Una prece...



Nessuna parola. Nessuna imprecazione. Nessun perchè.

Solo silenzio, per favore...e rispetto...

Ciao, Filippo.








Immagine da Repubblica.it

20.1.07

Un Godfather...

Aggiornamento serale...stasera si era a cena con amici, una pizzata per festeggiare il compleanno di uno di noi, ed un'ottima occasione per stare insieme e fare quattro chiacchiere con quelle persone con cui puoi veramente parlare di tutto....
Davanti ad un drink post cena, si è cominciato a parlare di cinema, libri e affini, confrontando esperienze di visione fatte assieme, fatte ognuno per conto suo sullo stesso film, o film diversi visti e raccontati (sapete, il tipico "dovresti vederlo, uno spettacolo...).

Poi, devo ancora capire come, inrealtà, si è finiti con lo scivolare in un allucinante AMARCORD TOTALE, di quelli fiume, che riguardano tutto e tutti, dove una cosa ne tira dietro altre duemila, la maggior parte delle quali non c'entra niente...

E qui, è scattata nella mia testolina bacata, complice un Godfather veramente fatto bene (per chi volesse approfondire...Scotch Whiskey e Amaretto di Saronno...), un pensierino...Non credo ci sia mai stato tanto distacco tra le generazioni successive (senza eventi traumatici tipo le guerre mondiali o affini in mezzo a complicare le cose, chiaro...) come tra la generazione '80 e l'attuale...

Non so a cosa ciò sia dovuto, ma posso azzardare delle ipotesi...
Una, particolarmente,mi ispira: riguarda l'impressionante velocità di sviluppo impressa a molti aspetti della nostra vita dallo sviluppo tecnico scientifico (negli aspetti più vicini al vivere comune, chiaro...).
Basta pensare all'esplosione della telefonia cellulare, di Internet a banda larga a prezzi accessibilissimi, dell'informatica personale e dell'intrattenimento elettronico...
(Una cosa che mi ha "devastato" è stata la diffusione IMPRESSIONANTE dell'instant messaging, voce, testo o altro...è incredibi
le come i ragazzi oggi considerino l'IM una cosa quotidiana e fondamentale. Non solo i venti/trentenni che sono cresciuti insieme e di pari passo con internet, seguendone anche la fase "pionieristica", ma anche i quattordici/quindicenni o meno che hanno trovato già lo sviluppo attuale...).

Tutto questo ha sicuramente contribuito a "scardinare" (Dio, mi sento tanto uno di quegli psicologi della cosiddetta "devianza giovanile"...Crepet, trema, sto arrivando ad insidiare il tuo primato... : ) ) un certo tipo di socialità, per lo meno nella gran parte dei casi; d'altra parte, ne ha creato nuove forme, i cui meccanismi di fondo, anche se meno visibili, sono quasi certamente gli stessi, almeno nelle loro fondamenta.

Eppure un effetto decisivo e netto, un taglio con il passato c'è stato, ed è questo: è stato completamente stravoilto, si potrebbe dire spazzato via all'atto pratico, un intero sistema ICONOGRAFICO...
E non parlo, attenzione, dei simboli cosiddetti "eterni", miti che travalicano la loro epoca e sembrano a loro modo significare qualcosa per TUTTE le generazioni che vi vengono a contatto...parliamo di quelli che non riesco a definire meglio che come MITI GENERAZIONALI; quelli che, col senno di poi, definiscono (alla loro scomparsa, quando vengono rimpiazzati) una generazione...
Mode, abitudini, personaggi...tutto ciò che invariabilmente rimane ad una generazione, ad un certo punto diventa AMARCORD...diventa (se vogliamo usare un affascinante eufemismo) CLASSICO... : )
E ti ritrovi di colpo a sentirti parte di "un'altra generazione"...
Non che dispiaccia sempre, però...in fondo, non si è mai soli in questo...

Stay Tuned...

16.1.07

Un blogger operaio... :-)



Su pressante invito del pregiatissimo estensore di "Passo Falso":

Arieccomi...eppure io l'avevo detto...no, dico, l'avevo detto o no che questo blog sarebbe stato ad aggiornamento ALTAMENTE IRREGOLARE? E qui il preg.mo e altri (ma chi altri?) diranno..irregolare non vuol dire INESISTENTE! E difronte a cotanta schiacciante logica, piego il capo e posto...

Ebbene, il motivo della mia assenza è semplicemente uno...Mr.Frost qui presente sta mettendo su casa...OOOOHHHHHH! BELLLLLLLOOOOOOO! Sì...bellissimo...soprattutto considerando CON CHI sto per mettere su casa...ma anche, per dirla parafrasando l'immortale Fantozzi Rag. Ugo: UN CASINO PAZZESCO!
Insomma, per farla breve ho preso ferie...e meno male, perchè ho l'impressione che ci vorranno tutte per star dietro alle trasformazioni (complesse, ma tutt'altro che radicali...) che subirà la ANCHE MIA futura tana...
Ora mi chiedo: ma quelli che devono rifare, chessò, l'impianto idraulico, che fanno...SI SPARANO O PREFERISCONO IL CIANURO? :-)
Vabbè, battute a parte...prima o poi aggiornerò anche Flickr...che ho un paio di foto non proprio pessime da caricare...

Stay tuned...

21.9.06

Primo Upload su Flickr!



Ecco fatto... primi tre upload completati... inutile dire che la cadenza sarà assurdamente irregolare, forse anche più di quella di questo blog...ma tant'è...

20.9.06

My two cents...

Stavo pensando...(a volte mi capita, sì...).
Ma il Web è davvero in grado di camminare da solo? Voglio dire, se si eccettuano i grandi siti di informazione e parainformazione (versioni on-line di quotidiani più o meno diffusi, siti tipo Google) e la navigazione "a canguro" saltando da un sito all'altro via banner, rimandi e hyperlink, c'è davvero qualcuno che si muove autonomamente ad esplorare il World Wide Web?
Notavo qualche tempo fa che le esperienze di navigazione in "siti inesplorati" sembrano nascere in gran parte da input esterni...sarebbe a dire, un servizio giornalistico, uno spettacolo, una notizia che mi interessa e stimola la mia curiosità, REPERITI ALTROVE, mi spingono ad andare a cercare un "approfondimento" e/o un' "espansione" del tema sul Web. Come se la funzione principale di Internet fosse quella di enorme biblioteca, o deposito di nozioni ed informazioni che attendono che io le recuperi, ma non fanno (quasi) nulla per invogliarmi a fare ciò. Penso sia questo uno dei motivi principali per cui i "futurologi" che qualche anno fa prevedevano la morte dei media tradizionali (peraltro pronunciando invariabilmente "media" come "MIDIA", sigh...) ad opera del serial killer dell'informazione che si identificava con Internet, abbiano clamorosamente ceffato... I media sono ancora lì, e quello che pareva un destino di fagocitazione ed annullamento stile Blob, si è trasformato in una gamma di varianti di coesistenza che vanno dalla semplice (e mal digerita) sopportazione, all'entusiastica simbiosi. Oggi si possono ascoltare le radio attraverso i classici apparecchi deputati alla ricezione FM, oppure via Internet...
Si possono consultare edizioni per così dire "estese" ed aggiornate all'ultimo minuto dei maggiori (e non solo) quotidiani nazionali ed internazionali...
Qualche pazzoide ci si guarda pure la tv, via internet (e la fusione pressoché totale tra i due media, con la E, è uno dei sogni proibiti delle grandi industrie dell'intrattenimento dai tempi dei cosiddetti "top box")...
Insomma, sembra che Internet non sia ancora del tutto in grado di stimolare autonomamente i suoi utenti, pur con la sferzata di novità (vera o presunta) data dall'ampliarsi a macchia d'olio del tanto osannato e pubblicizzato Web 2.0
Il quale, dall'alto (!?!) dei suoi user-generated contents potrebbe (dovrebbe?) garantire un nuovo livello non solo di interazione, ma anche di definizione e guida di ciò che viene immesso in rete; se infatti il giudizio sui contenuti viene espresso tramite gradimento dagli utenti, altri utenti che quei contenuti li hanno prodotti o immessi possono "adattarsi" per rispondere meglio ai desiderata del loro invisibile pubblico.
Questo porterà ad un Web user generated nella sua interezza, oppure sulla massa dei siti, diciamo, istituzionali, avrà l'effetto di una scalfittura sulla parete del K2?
Certo, visti nell'insieme, per tempi (rapidissimi) e numeri (enormi) di sviluppo e diffusione, i vari fenomeni radunabili sotto l'etichetta di Web 2.0 come Wikipedia, Flickr, YouTube, Blogger ed affini, Skype stesso fanno davvero impressione, e fanno ben sperare nella tanto sospirata "democratizzazione" (in senso moooolto lato) della Rete...
Ma resta sempre l'incognita costituita dalla facilità con cui queste "schegge" di interazione utente-utente possono essere ricondotte nell'alveo dell'istituzionalità di cui sopra.
Skype, acclamato come il liberatore dalla tirannide delle compagnie telefoniche, il programma che dovrebbe costituire la testa di ponte per scardinare una delle forme più subdole e feroci di monopolio, quello delle comunicazioni, utilizza algoritmi dichiaratamente e irrimediabilmente proprietari; e non perché prima di Skype non ci fossero i protocolli adatti per il VoIP (aka SIP), ma per ragioni puramente commerciali.
Wikipedia, nel frattempo, sta perdendo uno dei suoi fondatori che pare abbia deciso di aprire un sito simile ma, dice lui, più "serio"...cioè con una maggiore qualità accademica dei contribuenti...
Forse il destino nel breve medio periodo è di avere un'Internet in funzione di "enhancer" delle tradizionali fonti d'informazione e d'intrattenimento?

Chi vivrà vedrà...vado a registrarmi un film, come nella migliore tradizione, con il Mini e l'Elgato, come da ultima e comoda soluzione hi-tech (il vecchio e il nuovo, come si diceva...).

Stay Tuned...