
Ok, lo confesso: il titolo è un (mezzo) tributo a Clint Eastwood. Non tanto al suo ultimo film, che ahimè mi pare noiosetto (quando l'avrò visto, saprò se all'impressione corrisponde la verità), quanto ai precedenti...
E poi, era un'ottima sintesi della questione; e, che ci crediate o no, a me piace la sintesi.
Ok, potete smettere di ridere.
Il quid è: la diretta discendente di John e Jackie Kennedy, con il fondamentale contributo della Kennedy Library, ha reso disponibile (fino ad ora, ma pare che il lavoro sia in corso d'opera), otto dei quarantotto milioni di pagine e tutte le duecento ore di video e registrazioni del proprio archivio.
Fin qui, nulla di strano; l'idea è interessante, l'intento a mio avviso meritorio, e tutto ciò che può aumentare la nostra conoscenza della storia (e con la presidenza Kennedy si parla di Storia, anche suo malgrado) è benvenuto.
Ma poi scatta la perplessità quando vengo a sapere che è stato anche aperto un account per permettere a JFK di usare Twitter.
Proprio così: non stiamo parlando della Library o di qualcuno che invia tweets con, chessò, le frasi celebri del defunto. I tweets sono scritti come se fossero inviati direttamente da JFK, in tempo reale.
Un esempio? Voilà: "9 novembre 1960 mia moglie e io ci prepariamo per una nuovo governo e per un nuovo bambino".
Ora, non mi interessa se sia da considerare divertente, o bizzarro, o macabro o chissà che.
È che come sempre mi chiedo: cui prodest?
JFK non ha bisogno di espedienti per "rivitalizzare" il suo fascino; è una delle figure storiche contemporanee più amate e conosciute, anche in parte per via della tragica conclusione della sua vita.
E francamente non ce lo vedo un ragazzino come follower di JFK (di Lady Gaga, magari...).
Quindi, perché l'uso di un medium atipico come Twitter, in una maniera che lo rende ancora più disturbing? Perché arrivare ad assimilare un'icona della politica e della storia americane ad un Ashton Kutcher qualsiasi?
Abbiamo davvero bisogno di tutta questa modernità?
Stay Tuned...
Mr.Frost
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